26 – 28 Febbraio

Saponara (Me)

Il mito popolare tramanda che il principio dei festeggiamenti del carnevale di Saponara si debba ad una figura storica: il principe Domenico Alliata di Villafranca, signore di Saponara durante il periodo della metà del XVIII secolo.

Tra i pendii e le vallate dei monti Peloritani imperversava un ferocissimo nonché temibile Orso che minacciava la tranquilla vita della borgata.
Il nobiluomo indisse una caccia assoldando domatori e cacciatori che portarono a termine con successo il compito loro affidato e festeggiarono il trionfo con la sfilata della preda incatenata attraversando le strade del paese.

Fino al 1968 il costume carnevalesco dell’aristocratico è consistito di un frac, occhiali scuri, una verga da passeggio, un nastro a tracolla e una corona posticcia realizzata in cartone. Tuttavia, grazie ad alcune rielaborazioni figurali si tende, ormai, a dar cospicuo decoro ai due reali: alta uniforme militare e corona pregiata per quanto riguarda il Principe e mise di gran gala per la Principessa. I travestimenti dei cacciatori e dei domatori del carnevale di Saponara rispecchiano aspetti realistici e, costoro, recitano la parte di se stessi, ossia i manuali esecutori della caccia allo spietato mammifero e della sua riduzione in catene. Nella cerimonia del carnevale di Saponara figurano come subalterni al servizio del potere principesco ma, contemporaneamente, esercitano una sorta di dominazione che atterrisce i concittadini tramite il contenere o lo spronare la belva nei tentativi d’assalti violenti.

L’accompagnamento musicale è garantito dai caratteristici suonatori di brogna: conchiglie di mare sprovviste d’apice.

L’ interprete preminente della sfilata nonché il fulcro di tutte le attenzioni della comunità durante il carnevale di Saponara è l’Orso. La resa del mastodontico plantigrado pressappoco fino al 1975 si conseguiva grazie a pelli di capra, campanacci per ovini, cinti lungo i lati in modo approssimativo ed il tutto era coronato da una maschera di cartapesta effigiata allo scopo di simularne le animalesche fattezze.

L’Orso del carnevale di Saponara addensa in se medesimo il significato istintuale del male ed è, di conseguenza, un elemento caotico che turba l’ordine sociale costituito



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