26 – 28 Febbraio

Paternò (Ct)

Nato nel 1868, per essere poi sospeso negli anni delle grandi guerre, il carnevale paternese vive, ininterrottamente, dal 6 gennaio del 1950, anno in cui fu ripristinato.
Secondo soltanto ad Acireale, dove la festa carnascialesca ha assunto nel tempo la peculiarità specifica dei grandi carri allegorici e delle macchine infiorate, a Paternò si arrivava in massa con ogni mezzo e da ogni luogo, per divertirsi in sana allegria tra maschere e balli nelle piazze principali e a strata ritta.

Una fiumana di gente invadeva allora la città che, da subito dopo l’Epifania, si trasformava in un’enorme pista da ballo. Vestita a festa per un mese, Paternò accoglieva i numerosissimi visitatori che facevano a gara per trovare un posto per il parcheggio, e nei bar  si formavano file interminabili per le consumazioni, mentre i circoli cittadini facevano a gara per organizzare divertenti ed eleganti serate postballo in piazza.

Il carnevale di Paternò, tra alti e bassi, è andato avanti grazie, soprattutto, alla volontà delle maestranze locali che , caparbiamente, ogni anno si ripropongono con le loro opere.
Stiamo parlando dei Maestri Artigiani che, con grande maestria, tramandandosi passione e tecnica, con i loro carri allegorici, le macchine infiorate e i gruppi in maschera fanno rivivere ogni anno lo spirito del carnevale, festa per antonomasia dell’allegria e della spensieratezza ma anche della trasgressione.
Peculiarità di Paternò, oggi come ieri, sono anche le famose “Macchine infiorate” che regalano ogni anno un tocco di eleganza e vivacità alla tradizionale sfilata che, partendo dalla Villa Moncada, in un circuito classico che tocca le principali vie cittadine, si conclude a sera inoltrata in Piazza Indipendenza.

Ma è soprattutto nelle ultime settimane che l’atmosfera si fa frenetica, che nei vari cantieri allestiti non si osservano più né pranzi né riposi canonici, ma si va allegramente avanti a panini o meglio, è proprio il caso di dirlo, a “pane, amore e fantasia”, anche fino a notte fonda!
Sicuramente, ormai il Carnevale di Paternò, a differenza del passato, è più una festa da guardare che da vivere, ma che, almeno, sia un gran bel vedere, uno spettacolo per il cuore e per i sensi che regali vere emozioni, di quelle che fanno ritornare tutti un po’ bambini!
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