26 – 28 Febbraio

Mezzoiuso (Pa)

L’ultima domenica di carnevale, durante la manifestazione “Il Mastro di Campo” il paese si trasforma in scena teatrale per dare vita ad un’antica pantomima popolare tragicomica mimata da circa 90 personaggi in costume del XV secolo.

L’evento ha delle origini antiche visto che la sua esistenza è attestata sin dal XVII secolo e prevede che un figurante abbia il volto coperto da una maschera rossa e che cerchi di conquistare la sua amata regina arroccata nel suo castello.

Per alcuni l’evento ricorda Bernardo Cabrera che, nel 1412, scalò il Palazzo Steri a Palermo per conquistare Bianca di Navarra, la regina che egli amava. In realtà il paragone presenta delle incongruenze storiche perché nella realtà la regina non ricambiava tali sentimenti.

Tale pantomima tragicomica prevede, inoltre, l’intervento di circa sessanta figuranti vestiti con costumi risalenti al XV secolo.

Nel corso dei secoli, vista l’età della manifestazione, l’evento ha subito delle modifiche, come l’intervento di “Garibaldi” e di alcuni suoi uomini che si ha a partire dagli inizi del 1900.

La partecipazione dell’eroe dei due mondi e dei suoi uomini è molto attiva: i garibaldini ingaggiano una bella battaglia con le guardie saracene del castello.

Altri caratteristici personaggi di tale pantomima sono gli alleati del Mastro di Campo, i briganti ed i guerriglieri rappresentati dal gruppo del Forforio che vogliono sovvertire l’ordine rappresentato dalla Corte del Re ed il “Diavolo Pecoraio”, un figurante rivestito di pelli di pecora che rappresenta il reale avversario dell’eroe della pantomima.

Alla fine della pantomima, così come vuole la tradizione delle favole più belle, Mastro di Campo riesce a conquistare la sua amata.


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