U’ Nannu ca’ Nanna

Il carnevale  si sarebbe diffuso a Termini grazie ad alcune famiglie provenienti da Napoli, “i Napuliti”: sarebbero stati loro, all’inizio dell’800, a dare vita ai primi festeggiamenti del Carnevale e a portare in Sicilia le prime maschere di “u Nannu ca’ Nanna” e i momenti tradizionali della festa: la “bruciatura del Nannu” e la“lettura del testamento”.

Queste famiglie avrebbero in precedenza stabilito dimora nella zona di Sales e qui avrebbero dato vita ai primi riti carnascialeschi.

Dunque, protagoniste principali della festa sono le due caratteristiche maschere risalenti alla fine dell’800 e che hanno contribuito a far grande questo Carnevale.alla fine dell’Ottocento, sono le maschere storiche del Carnevale Termitano e ne rappresentano l’anima della festa.

Secondo il prof. Giuseppe Navarra, le due maschere vennero costruite dai fratelli Giuseppe e Girolamo Di Giorgi, due falegnami termitani.

Il nanno è un personaggio bassino e rubicondo simbolo dell’allegria e dello stesso Carnevale che, tra folklore e leggenda, viene bruciato al rogo il martedì grasso.

La sua morte avviene dopo la lettura del testamento da parte del‘notaro Menzapinnà e rappresenta la fine dell’abbondanza e dell’allegria ma anche una sorta di rito di purificazione.

Con le lacrime della Nanna, che rappresenta la fertilità e l’abbondanza ma anche il dolore per l’arrivo della penitenza, si celebra la fine del Carnevale e l’inizio della Quaresima.

U ‘Nannu su’ Nanna
U ‘Nannu su’ Nanna

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